Articolo scritto dall’Arch. Maurizio Zanellato
Quando si pensa ad uno studio di architettura a Padova, si immagina quasi sempre un luogo nel quale si entra per parlare di un progetto, osservare qualche tavola tecnica appesa alle pareti e scegliere i materiali con cui realizzare la propria casa. Per noi, invece, uno studio di architettura dovrebbe essere molto di più. Dovrebbe rappresentare il primo progetto capace di raccontare il modo di lavorare di chi lo ha progettato.
Alcuni anni fa, abbiamo deciso di realizzare la sede di Restauriamo Casa, non ci siamo limitati a cercare un locale dove sistemare alcune scrivanie. Sentivamo l’esigenza di creare uno spazio che fosse al tempo stesso laboratorio di architettura, luogo di incontro con i clienti, piccolo showroom e ambiente nel quale poter sperimentare materiali, finiture e soluzioni progettuali da proporre successivamente anche nei nostri interventi.
In altre parole, volevamo che chiunque entrasse dalla porta potesse comprendere, ancora prima di iniziare a parlare di una ristrutturazione edilizia, quale fosse il nostro modo di intendere l’architettura.
Per questo motivo il progetto della nostra sede occupa un posto particolare tra quelli che abbiamo realizzato. Non si tratta semplicemente di un ufficio, ma di uno spazio costruito intorno alle idee che negli anni hanno dato vita a Restauriamo Casa e che oggi guidano il nostro modo di progettare.
Questo articolo inaugura la rubrica “Progetti raccontati”, attraverso la quale condivideremo alcuni degli interventi che riteniamo maggiormente rappresentativi del nostro lavoro. Non ci limiteremo a mostrare il risultato finale, ma racconteremo anche le motivazioni che hanno guidato il progetto, le difficoltà affrontate, gli errori evitati e le soluzioni adottate. Perché siamo convinti che il valore di un progetto non risieda solamente nelle fotografie una volta terminati i lavori, ma soprattutto nel percorso che ha portato a quel risultato.
Un grande open space dove dare forma alle idee
Il locale che abbiamo individuato in via Tiziano Aspetti, lungo una delle principali arterie dell’Arcella, sembrava rispondere perfettamente a tutte le esigenze che avevamo immaginato. Situato all’interno di un edificio storico, si presentava come un ampio open space praticamente privo di suddivisioni interne. In un certo senso era un enorme foglio bianco sul quale poter costruire uno spazio capace di rappresentare la nostra identità professionale.
La prima decisione progettuale è stata quella di mantenere questa sensazione di apertura. Non volevamo realizzare una successione di piccoli uffici separati tra loro, ma creare ambienti diversi senza perdere la continuità dello spazio. Lo showroom è stato quindi organizzato in quattro aree funzionali: una dedicata all’accoglienza dei clienti, una destinata alla progettazione, un piccolo spazio espositivo per materiali e finiture e, infine, un angolo lettura e relax dove poter discutere con calma un progetto davanti ad un caffè.
Può sembrare un dettaglio marginale, ma in realtà il modo in cui viene organizzato uno spazio di lavoro influenza profondamente anche il modo in cui si lavora. Un ambiente aperto favorisce il confronto, rende più semplice condividere idee e permette di vivere il progetto come un processo continuo, nel quale ogni dettaglio contribuisce alla qualità del risultato finale.

Uno showroom costruito per essere vissuto
Esistono showroom progettati esclusivamente per stupire il visitatore. Ambienti perfetti, ricchi di materiali pregiati e finiture spettacolari, ma spesso lontani dalla quotidianità delle abitazioni che andranno poi a rappresentare.
Noi abbiamo scelto una strada diversa.
Abbiamo voluto realizzare uno spazio autentico, nel quale ogni elemento fosse realmente utilizzabile e raccontasse il nostro modo di progettare. Per questo motivo molti arredi non sono stati acquistati, ma progettati direttamente da noi e realizzati su misura dai nostri artigiani. Ogni scelta nasce da una precisa esigenza progettuale e non dalla semplice ricerca dell’effetto scenografico.
Anche i materiali principali sono stati scelti seguendo questa filosofia. Il ferro, il cemento, il legno e la resina rappresentano, a nostro avviso, un equilibrio molto interessante tra contemporaneità e semplicità costruttiva. Sono materiali sinceri, che non hanno bisogno di essere nascosti o rivestiti, ma che anzi acquistano carattere proprio grazie alle loro imperfezioni e al naturale invecchiamento nel tempo.
Questa stessa filosofia guida molto spesso anche i progetti che sviluppiamo per i nostri clienti. Non cerchiamo mai il materiale “di moda”, ma quello che riteniamo più adatto a quel particolare edificio, alle esigenze di chi lo abiterà e al budget disponibile.
Il tavolo attorno al quale nascono tutti i progetti
Se dovessimo individuare un elemento simbolico della nostra sede, probabilmente sceglieremmo il grande tavolo centrale.
Nel nostro studio di architettura a Padova, questo tavolo rappresenta il punto di partenza di ogni progetto. È qui che incontriamo i clienti, ascoltiamo le loro esigenze, confrontiamo materiali e finiture, sviluppiamo i primi schizzi e costruiamo insieme le basi di un intervento pensato su misura. Non è quindi soltanto un tavolo da riunione, ma il luogo attorno al quale prende forma il percorso progettuale che accompagnerà il cliente fino alla realizzazione della propria casa.
Per questo motivo abbiamo deciso di non acquistare un tavolo già esistente, ma di progettarlo direttamente. È stato immaginato, disegnato e realizzato appositamente per questo spazio. Volevamo un elemento che rappresentasse la nostra idea di architettura: essenziale, materico e destinato a durare nel tempo.
La struttura è composta da ferro e cemento, mentre il piano è stato realizzato in calcestruzzo e successivamente lavorato e resinato dai nostri artigiani fino ad ottenere una superficie resistente, piacevole al tatto e adatta all’utilizzo quotidiano. Dietro ogni elemento realizzato su misura c’è il lavoro di artigiani altamente specializzati, capaci di trasformare un progetto in un oggetto concreto. È un aspetto al quale attribuiamo grande importanza, perché crediamo che la qualità di una ristrutturazione nasca sempre dall’incontro tra una buona progettazione e una corretta esecuzione.
Il tavolo non è stato progettato per attirare l’attenzione, ma per essere utilizzato ogni giorno. Proprio per questo motivo rappresenta perfettamente il nostro modo di intendere l’architettura: creare elementi belli da vedere, ma soprattutto funzionali, solidi e destinati a durare nel tempo.






Quando anche una parete racconta un progetto
Alle spalle dell’area operativa si sviluppa una grande parete che, apparentemente, potrebbe sembrare una semplice superficie tinteggiata.
In realtà dietro quella scelta si nasconde una riflessione progettuale che racconta bene il nostro modo di lavorare.
L’idea iniziale prevedeva infatti la realizzazione di una finitura in microcemento. Durante le verifiche preliminari ci siamo però resi conto che il supporto esistente non garantiva le condizioni ottimali per ottenere un risultato durevole. Avremmo potuto procedere ugualmente, ma sarebbe stata una scelta poco coerente con il nostro modo di progettare.
Abbiamo quindi deciso di rinunciare al microcemento e di ricrearne l’effetto attraverso una lavorazione pittorica, ottenendo un risultato estetico molto simile ma tecnicamente più corretto.
Può sembrare una scelta di poco conto, ma è esattamente questo il tipo di decisioni che quotidianamente prendiamo anche nei cantieri dei nostri clienti. Un progetto non consiste nel perseguire ostinatamente un’idea iniziale, ma nell’individuare, di volta in volta, la soluzione migliore.
Materiali semplici, progettati nei minimi dettagli
Uno degli aspetti ai quali abbiamo dedicato maggiore attenzione è stato proprio lo studio dei materiali e dei dettagli costruttivi. Chi entra nel nostro studio vede un ambiente essenziale e probabilmente pensa che tutto sia nato in maniera naturale. In realtà dietro ogni elemento c’è stata una precisa scelta progettuale.
Accanto al tavolo principale abbiamo realizzato una parete caratterizzata da una carta da parati della ditta Via Meucci di Padova, scelta non soltanto per il suo impatto estetico ma anche per la capacità di dare profondità all’ambiente senza appesantirlo. Volevamo che quella parete diventasse uno sfondo elegante per l’area operativa, mantenendo però un linguaggio coerente con il resto dello spazio.
Abbiamo poi inserito alcuni complementi d’arredo e numerose piante. Il verde, infatti, non rappresenta solamente un elemento decorativo. Esistono ormai numerosi studi che dimostrano come la presenza della vegetazione negli ambienti di lavoro contribuisca a migliorare il benessere psicofisico, ridurre lo stress e aumentare la qualità percepita degli spazi. Anche questo è un aspetto che cerchiamo spesso di introdurre nei progetti delle abitazioni che seguiamo, perché una casa dovrebbe sempre trasmettere una sensazione di equilibrio e serenità.
Una libreria progettata al centimetro
Tra la zona operativa e l’angolo lettura avevamo l’esigenza di separare gli spazi senza perdere la continuità dell’open space.
La soluzione è stata quella di progettare una libreria completamente su misura in ferro e legno, realizzata artigianalmente e ancorata sia al pilastro sia alla parete portante esistente.
Anche in questo caso il progetto è nato partendo dallo spazio e non dall’oggetto.
Ogni ripiano è stato studiato al centimetro affinché la lampada già presente riuscisse ad inserirsi perfettamente all’interno della struttura. È uno di quei dettagli che probabilmente il visitatore non nota immediatamente, ma che racconta bene il modo con cui affrontiamo ogni progetto: osservare ciò che esiste, comprenderne i vincoli e trasformarli in un’opportunità progettuale.
La libreria non svolge solamente la funzione di divisorio, ma contribuisce a mantenere un dialogo continuo tra le diverse aree dello showroom, lasciando filtrare la luce e conservando quella sensazione di apertura che avevamo immaginato fin dall’inizio.
L’angolo lettura e il tavolino “Il Timone”
Accanto alla libreria trova posto uno degli spazi che più amiamo dello studio.
L’angolo lettura.
Abbiamo sempre pensato che uno studio di architettura dovesse offrire anche un luogo nel quale fermarsi qualche minuto, sfogliare un libro, osservare un catalogo o semplicemente parlare con calma davanti ad un caffè.
Anche qui abbiamo deciso di inserire un elemento progettato direttamente da noi.
Si tratta di un piccolo tavolino in cemento che, quasi scherzosamente, abbiamo chiamato “Il Timone”.
Il nome nasce dall’idea che ogni progetto rappresenti un viaggio e che il compito dell’architetto sia proprio quello di guidare il cliente lungo un percorso spesso complesso, aiutandolo ad orientarsi tra aspetti tecnici, economici, normativi ed estetici.
Recuperare ciò che esiste
Una delle convinzioni che ci accompagna ormai da molti anni è che non tutto debba necessariamente essere sostituito.
Molto spesso il recupero rappresenta non solo una scelta sostenibile, ma anche quella capace di restituire maggiore personalità agli ambienti.
È successo anche all’interno della nostra sede.
Il pavimento in marmo era già presente. Gli anni avevano lasciato inevitabilmente qualche segno, ma sotto quella superficie consumata si nascondeva ancora un materiale di grande qualità. È stato sufficiente procedere con una lucidatura professionale e alcuni interventi di stuccatura per riportarlo ad un livello estetico davvero sorprendente.
La stessa filosofia ha guidato anche il recupero delle porte interne.
Invece di acquistare porte nuove, abbiamo preferito recuperare vecchi serramenti in legno, carteggiarli accuratamente e ridipingerli di bianco.
Sono piccoli esempi che dimostrano come, attraverso un progetto attento, sia spesso possibile valorizzare ciò che già esiste evitando sostituzioni inutili.
Oggi questo ambiente rappresenta molto più della nostra sede operativa. È il luogo nel quale incontriamo i clienti, sviluppiamo ogni progetto di ristrutturazione, sperimentiamo materiali e soluzioni d’interni e raccontiamo il nostro modo di intendere l’architettura. Ogni dettaglio nasce da una scelta progettuale precisa e rappresenta la filosofia con cui affrontiamo ogni intervento.
Anche il bagno racconta una filosofia
Un altro ambiente che abbiamo voluto utilizzare come esempio concreto del nostro modo di progettare è il bagno.
Anche in questo caso abbiamo cercato di dimostrare che una trasformazione significativa non passa necessariamente attraverso demolizioni radicali.
Le ceramiche esistenti sono state semplicemente ridipinte, mentre il pavimento è stato rivestito in resina. Il piano lavabo è stato progettato e realizzato su misura in cemento, mantenendo un linguaggio coerente con quello utilizzato nel resto dello showroom.
Sono stati poi i dettagli, l’illuminazione e gli accessori a completare il progetto, dimostrando come spesso sia la qualità della progettazione, più ancora del costo dei materiali, a determinare il risultato finale.
È una filosofia che cerchiamo sempre di trasmettere ai nostri clienti.
Ogni intervento dovrebbe partire da una domanda molto semplice:
“Quali elementi meritano davvero di essere sostituiti e quali, invece, possono essere recuperati e valorizzati?”
Molto spesso la risposta permette di contenere i costi, ridurre gli sprechi e ottenere risultati sorprendenti.
I materiali si scelgono insieme
Uno degli aspetti che più apprezzano i nostri clienti è la possibilità di confrontare direttamente materiali, pavimenti, finiture e campionature all’interno dello studio. Toccare con mano un rivestimento, osservare come cambia con la luce naturale o accostarlo ad altri materiali permette di prendere decisioni molto più consapevoli rispetto alla semplice consultazione di un catalogo. Anche questa fase fa parte della progettazione: ogni scelta nasce dal dialogo tra esigenze funzionali, gusto personale e coerenza estetica dell’intero progetto.






Quando architettura e arte parlano la stessa lingua
Chi ci conosce sa quanto teniamo a questo aspetto.
Per noi una casa non termina con la posa dell’ultimo pavimento o dell’ultima lampada.
Un progetto si completa quando gli spazi iniziano a raccontare qualcosa di chi li vive.
Per questo motivo, fin dalla nascita di Restauriamo Casa, abbiamo voluto riservare un posto importante anche all’arte.
All’interno dello showroom ospitiamo periodicamente opere di artisti del territorio perché siamo convinti che architettura e arte condividano lo stesso obiettivo: migliorare la qualità degli spazi e delle persone che li abitano.
Un quadro, una fotografia o una scultura non rappresentano semplici elementi decorativi. Possono trasformarsi nel punto focale di un ambiente, creare emozioni, stimolare la curiosità e rendere una casa davvero unica.
Questa convinzione ci ha portato, negli ultimi tempi, a sviluppare anche un progetto dedicato alla valorizzazione degli artisti locali, nella convinzione che cultura, architettura e design possano crescere insieme e arricchirsi reciprocamente.
Crediamo infatti che uno studio di architettura a Padova non debba limitarsi ad essere un luogo di progettazione, ma possa diventare anche uno spazio di incontro tra architettura, design, arte e cultura, aperto al territorio e alle persone.
Cosa ci ha insegnato questo progetto
Progettare la propria sede è stato, probabilmente, uno degli esercizi più difficili che abbiamo affrontato.
Quando si progetta per un cliente è più semplice mantenere il necessario distacco e prendere decisioni razionali.
Quando si progetta per sé stessi ogni scelta assume inevitabilmente un significato diverso.
Forse proprio per questo motivo abbiamo cercato di eliminare tutto ciò che fosse superfluo, mantenendo soltanto ciò che ritenevamo davvero coerente con il nostro modo di lavorare.
Ancora oggi utilizziamo questo spazio come un piccolo laboratorio nel quale sperimentare materiali, soluzioni e dettagli costruttivi prima di proporli ai nostri clienti.
In fondo crediamo che l’esperienza si costruisca proprio così: osservando, provando, migliorando continuamente e mettendo in discussione le proprie idee ogni volta che si presenta l’occasione.
Il consiglio dell’Architetto
“Uno studio di architettura dovrebbe essere il primo progetto capace di raccontare il modo di lavorare di chi lo ha progettato. Se entrando in uno spazio si percepiscono cura, attenzione ai dettagli, equilibrio e coerenza, probabilmente gli stessi principi accompagneranno anche i progetti che nasceranno al suo interno.”
Arch. Maurizio Zanellato
Dalla storia alla realtà di oggi
Oggi il nostro studio di architettura a Padova rappresenta il luogo nel quale accogliamo i clienti, sviluppiamo i progetti di ristrutturazione, interior design e riqualificazione energetica e trasformiamo le idee in interventi concreti. È uno spazio che racconta il nostro modo di lavorare molto prima che inizi la presentazione di un progetto, perché ogni materiale, ogni dettaglio e ogni scelta progettuale riflettono la filosofia che applichiamo quotidianamente anche nelle abitazioni che ci vengono affidate.
Conclusioni
La sede di Restauriamo Casa rappresenta molto più di un luogo di lavoro.
È il risultato di anni di esperienza, di ricerca e di sperimentazione. È uno spazio nel quale ogni materiale, ogni arredo e ogni dettaglio raccontano il nostro modo di intendere l’architettura e la ristrutturazione.
Ogni progetto che sviluppiamo nasce qui, attorno ad un tavolo, attraverso il dialogo con il cliente e la convinzione che ogni casa meriti una soluzione studiata su misura, senza scorciatoie e senza soluzioni preconfezionate.
Se stai cercando uno studio di architettura a Padova capace di seguirti dalla progettazione fino alla realizzazione dell’intervento, saremo felici di accoglierti nella nostra sede. Non per mostrarti uno showroom, ma per raccontarti, davanti ad un caffè, come immaginiamo insieme la casa che hai sempre desiderato.
Le fotografie che accompagnano questo articolo documentano alcune delle fasi di realizzazione dello showroom. Abbiamo scelto di mostrarle perché crediamo che il valore di un progetto non risieda soltanto nel risultato finale, ma anche nel lavoro, nelle competenze e nelle persone che contribuiscono a renderlo possibile.




